Gli "orchi" sono tornati

di Pino Martinez

Palermo 18 maggio 2000

Ballaro` (il mercato popolare) nel quartiere Albergheria di Palermo

Il 5 maggio scorso a Palermo giovani e bambini hanno sfilato in corteo per dire "NO" agli abusi sessuali e al racket dei pedofili dell’Albergheria che costringono i bambini a fare sesso davanti alla telecamere.

Chi ha messo in allarme, su quello che i bambini del quartiere andavano mormorando, sono stati ancora loro, i salesiani del centro sociale Santa Chiara, don Baldassare Meli e don Roberto Dominici, che da anni stanno vicino ai bambini dell’Albergheria nel tentativo di aiutarli a crescere in modo equilibrato e sereno.

Questi preti hanno scelto di essere coerenti con la loro missione e hanno fatto il loro dovere denunciando quanto tutti sapevano nel quartiere. Hanno fatto il loro dovere di sacerdoti e di semplici cittadini, nonostante le difficolta` e i rischi a cui vanno incontro, condividendo con gli abitanti del quartiere i drammi di una citta` dove il frutto della cultura mafiosa non riesce ad essere adeguatamente combattuto.

Quattro anni fa`, sempre nello stesso quartiere, fu scoperta una organizzazione che adescava i piccoli del luogo per filmarli in pose oscene per poi mettere in commercio le videocassette. Come allora, la storia si ripete con la stessa crudelta`, come sta emergendo dalle notizie dei giornali che riferiscono di conferme che gli inquirenti hanno avuto ascoltando i bambini. Come mai, visto che qualche imbonitore politico va sostenendo che la coscienza dei palermitani ha acquisito una nuova cultura ? I silenzi omertosi, purtroppo, continuano a provocare i guasti sociali che ancora affliggono la nostra periferia. In una citta` che vuole crescere, che vuole liberarsi dalla cultura mafiosa, che vuole risolvere i grandi problemi di vivibilita` che l’affliggono, e` stato fatto poco.

Dobbiamo aiutare a formare coscienze non aride, altrimenti potremo costruire piccole o grandi strutture, ma saranno "cattedrali nel deserto" partorite da menti che operano per il soddisfacimento della propria vanita`.

Per chi prova amore per i propri figli credo che la cosa che piu` deve stare a cuore, in una situazione di degrado sociale che arriva a questi livelli, sia sapere se le creature che hanno messo al mondo sono rimaste vittime di uomini senza scrupoli. La cosa piu` tragica di questa storia invece e` l’incomprensibile comportamento di alcuni genitori di quei bambini che sono stati portati - in modo non traumatico - in questura per cercare di chiarire se tutto cio` e` frutto di fantasia, come vogliono sostenere alcuni personaggi del quartiere, oppure c’e` del vero. Un comportamento incomprensibile perche` a priori non hanno esitato a dare dello sbirro ai due sacerdoti nonostante quelle voci che si dicevano in giro sui bambini. In questo contesto degradato e nonostante l’esperienza del recente passato che ha visto mortificare la dignita` dei piccoli, le istituzioni non sono state capaci di radicarsi nel territorio. E in un quadro sociale di questo tipo tanti sono i rischi e tante sono le precauzioni da prendere in difesa di chi opera per il riscatto dell’ Albergheria.

Noi del Comitato Intercondominiale, che con padre Puglisi abbiamo collaborato nel tentativo di risvegliare le coscienze degli abitanti di Brancaccio, nel periodo del nostro impegno non ci siamo sentiti accanto le forze istituzionali e religiose, e sappiamo quanto sia pericoloso cio`. Ecco perche` e` importante che, ogni giorno che passa, siamo sempre di piu` ad offrire il nostro braccio a don Meli, don Dominici e ai loro collaboratori, e insieme a loro camminare per il quartiere.

Chi sta dall’altra parte della barricata – il pedofilo, il mafioso, chi opera per arrecare danno alla dignita` dell’uomo – deve provare la sensazione della solitudine e sentire il disgusto da parte della societa` civile. Non noi !